AVVISO PUBBLICO: intrattenimenti musicali per l'evento "ATRI MUSIC FESTIVAL" luglio/agosto 2026
Art. 50 dgls 36/2023: invito a presentare offerta
LA FORTEZZA RESTAURATA, GRANDE SUCCESSO PER LA SERATA DI RIAPERTURA DOPO IL GRANDE INTERVENTO DI RESTAURO
Performance artistiche, inaugurazione della Mostra e straordinario spettacolo di fuochi pirotecnici
 Una serata destinata a rimanere nella memoria collettiva. Dopo anni di restauri e di attesa, la Fortezza di Civitella del Tronto ha riaperto le sue porte alla comunità, accolta dall'abbraccio di migliaia di persone che hanno voluto essere presenti a un appuntamento storico, vissuto con partecipazione, orgoglio e commozione. Fin dalle prime ore della serata il borgo è stato attraversato da un'atmosfera speciale. Le melodie delle musiche d'epoca hanno accompagnato i visitatori lungo il percorso verso la Fortezza, trasformando ogni angolo in un viaggio nel tempo. L'antico baluardo borbonico è tornato così a respirare, popolato da famiglie, turisti e cittadini che hanno riscoperto uno dei monumenti più rappresentativi dell'Abruzzo. 

Uno dei momenti più intensi è stato quello dell'esecuzione dell'Inno di Mameli, interpretato dalla voce potente ed emozionante del tenore Piero Mazzocchetti. Le sue note hanno attraversato le mura secolari della Fortezza, regalando un lungo applauso e un momento di autentica condivisione che ha unito l'intera piazza. Carichi di significato anche gli interventi delle autorità, che hanno ripercorso il lungo cammino che ha restituito questo straordinario patrimonio alla collettività. Nei loro discorsi è emersa la soddisfazione per un traguardo atteso da anni, ma soprattutto la consapevolezza che la riapertura rappresenta un nuovo punto di partenza per il rilancio culturale e turistico dell'intero territorio. Molto apprezzata anche la mostra d'arte allestita negli spazi restaurati, capace di dialogare con la storia della Fortezza e di valorizzarne gli ambienti attraverso opere che hanno catturato l'attenzione dei visitatori. Il gran finale è stato affidato a uno spettacolo capace di lasciare tutti con il naso all'insù. I fuochi d'artificio, studiati per rievocare l'assedio alla Fortezza, hanno illuminato il cielo sopra Civitella in una scenografia di straordinario impatto. Luci, colori e giochi pirotecnici hanno ridato vita, per alcuni minuti, alle atmosfere della storia, trasformando il monumento in un teatro a cielo aperto. Tra gli applausi del pubblico e gli occhi pieni di meraviglia di adulti e bambini, la Fortezza ha ritrovato la sua voce. Non soltanto un monumento restituito dopo un importante intervento di recupero, ma un simbolo che torna ad essere luogo di identità, cultura e incontro. La serata inaugurale ha segnato l'inizio di una nuova stagione per quello che è uno dei complessi fortificati più imponenti d'Europa, pronto ad accogliere nuovamente visitatori e a raccontare, ogni giorno, la sua storia secolare.
[FONTE CERTASTAMPA.IT]
 Una serata destinata a rimanere nella memoria collettiva. Dopo anni di restauri e di attesa, la Fortezza di Civitella del Tronto ha riaperto le sue porte alla comunità, accolta dall'abbraccio di migliaia di persone che hanno voluto essere presenti a un appuntamento storico, vissuto con partecipazione, orgoglio e commozione. Fin dalle prime ore della serata il borgo è stato attraversato da un'atmosfera speciale. Le melodie delle musiche d'epoca hanno accompagnato i visitatori lungo il percorso verso la Fortezza, trasformando ogni angolo in un viaggio nel tempo. L'antico baluardo borbonico è tornato così a respirare, popolato da famiglie, turisti e cittadini che hanno riscoperto uno dei monumenti più rappresentativi dell'Abruzzo. 

Uno dei momenti più intensi è stato quello dell'esecuzione dell'Inno di Mameli, interpretato dalla voce potente ed emozionante del tenore Piero Mazzocchetti. Le sue note hanno attraversato le mura secolari della Fortezza, regalando un lungo applauso e un momento di autentica condivisione che ha unito l'intera piazza. Carichi di significato anche gli interventi delle autorità, che hanno ripercorso il lungo cammino che ha restituito questo straordinario patrimonio alla collettività. Nei loro discorsi è emersa la soddisfazione per un traguardo atteso da anni, ma soprattutto la consapevolezza che la riapertura rappresenta un nuovo punto di partenza per il rilancio culturale e turistico dell'intero territorio. Molto apprezzata anche la mostra d'arte allestita negli spazi restaurati, capace di dialogare con la storia della Fortezza e di valorizzarne gli ambienti attraverso opere che hanno catturato l'attenzione dei visitatori. Il gran finale è stato affidato a uno spettacolo capace di lasciare tutti con il naso all'insù. I fuochi d'artificio, studiati per rievocare l'assedio alla Fortezza, hanno illuminato il cielo sopra Civitella in una scenografia di straordinario impatto. Luci, colori e giochi pirotecnici hanno ridato vita, per alcuni minuti, alle atmosfere della storia, trasformando il monumento in un teatro a cielo aperto. Tra gli applausi del pubblico e gli occhi pieni di meraviglia di adulti e bambini, la Fortezza ha ritrovato la sua voce. Non soltanto un monumento restituito dopo un importante intervento di recupero, ma un simbolo che torna ad essere luogo di identità, cultura e incontro. La serata inaugurale ha segnato l'inizio di una nuova stagione per quello che è uno dei complessi fortificati più imponenti d'Europa, pronto ad accogliere nuovamente visitatori e a raccontare, ogni giorno, la sua storia secolare.
[FONTE CERTASTAMPA.IT]
LA NOTTE DEL SALTARELLO 2026, AL VIA IL FESTIVAL DIFFUSO DELL'APPENNINO TERAMANO
Un cartellone unico di eventi, dal 31 luglio all'11 agosto, tra musica, teatro, danza e tradizioni popolari
La Notte del Saltarello cambia volto e si trasforma in un progetto culturale di respiro territoriale. L'edizione 2026 si propone come un grande evento diffuso che unisce alcune delle più importanti e longeve manifestazioni dell'Appennino teramano in un unico calendario, capace di raccontare l'identità, la cultura e le tradizioni delle comunità locali: il “48° Incontro del Folklore Internazionale” di Penna Sant'Andrea, la 57esima edizione del “Festival dell'Organetto Ddù Botte” di Basciano e la 32esima edizione di “Valfino al Canto” di Arsita.Il cartellone è stato illustrato questa mattina presso la Sala Consiliare della Provincia di Teramo in conferenza stampa alla presenza dei Sindaci di Arsita, Catiuscia Cacciatore, Basciano, Alessandro Frattaroli, e Penna Sant'Andrea, Nicola Salini, del presidente del Gal Gran Sasso Laga Carlo Matone e del presidente del Consorzio Bim Teramo Marco Di Nicola.
 
“L'obiettivo - spiega il presidente del Gal, Matone - è consolidare e ampliare una rete tra paesi che condividono una storia fatta di musica popolare, teatro, danza, enogastronomia e partecipazione, offrendo a cittadini e visitatori un'esperienza che va oltre il singolo spettacolo e diventa un vero viaggio alla scoperta dell'Appennino teramano”. 

“Come Consorzio sosteniamo con convinzione questo cartellone integrato di eventi – sottolinea il presidente del Consorzio Bim, Di Nicola -. Dal 31 luglio all'11 agosto, tre comuni e altrettanto longeve manifestazioni, espressione delle tradizioni popolari dei territori, daranno vita a un percorso unitario, che valorizza il patrimonio culturale immateriale del territorio e lo trasforma in una proposta turistica integrata”. 

“Penna Sant'Andrea con la 48esima edizione dell'Incontro Internazionale di Folklore – afferma il sindaco Nicola Salini – sarà la prima tappa di questo cartellone diffuso. Quest'anno la manifestazione si arricchisce della partecipazione di gruppi dalla Spagna, Grecia e Macedonia del Nord: abbiamo scommesso sulla Notte del Salterello, che riteniamo un valido ed efficace format per promuovere al meglio i territori e valorizzare le nostre identità”. 

“A caratterizzare il Festival etnomusicologico Val Fino al Canto – spiega la sindaca di Arsita Catiuscia Cacciatore – anche quest'anno sarà la presenza di tantissimi gruppi provenienti da moltissime località italiane e del mondo in grado di proporre e far mescolare musiche tradizionali straordinarie: una festa musicale unica che sceglie di essere senza palchi e senza amplificazioni per dare spazio a chi ha voglia di esprimersi e di divertirsi, secondo l'antica usanza di Arsita”. 

“Siamo felici di partecipare per la prima volta al cartellone della Notte del Saltarello – dichiara il sindaco di Basciano Alessandro Frattaroli – con il nostro Festival del Ddu' botte giunto alla 57esima edizione. Crediamo fortemente in questa azione di rete e sinergia istituzionale e ringraziamo il Gal Gran Sasso Laga, il Consorzio Bim e la Provincia di Teramo per il supporto”.

 Penna Sant'Andrea, la tradizione che dialoga con il mondo: Dal 31 luglio al 2 agosto prima tappa a Penna Sant'Andrea, dove si svolgerà il 48° Incontro Internazionale di Folklore. Cuore dell'evento sarà il celebre Laccio d'Amore, una delle più antiche e suggestive danze popolari italiane, riconosciuta come simbolo identitario dell'intero territorio. Accanto al gruppo storico locale si esibiranno compagnie folkloristiche provenienti dall'Italia e dall'estero, dando vita a un incontro tra culture diverse unite dal linguaggio universale della musica e della danza popolare. L'Incontro quest'anno sarà affiancato da una novità, la 1ª Sagra della Frittella Pennese. Per tre giorni il borgo sarà animato da spettacoli di musica e danza popolare, con l'esibizione di gruppi folkloristici italiani e internazionali, una grande sfilata per le vie del paese, momenti di convivialità e stand enogastronomici aperti ogni sera con le specialità del territorio. Un appuntamento che celebra l'incontro tra culture, tradizioni e sapori, trasformando Penna Sant'Andrea in un vivace palcoscenico di festa e condivisione. 

Basciano tra teatro dialettale e musica popolare. Dopo la Rassegna "Dialetto che passione", dedicata al teatro dialettale abruzzese, che si è appena conclusa, dal 5 al 7 agosto, spazio alla 57ª edizione del Festival del ddu' botte e della tradizione musicale, appuntamento storico inserito nella rinomata Sagra del Prosciutto Abruzzese, anch'essa alla 57esimaedizione. Il programma prevede concerti dedicati agli strumenti della tradizione popolare, esibizioni di gruppi folkloristici, concerti dal vivo, momenti di incontro tra musicisti provenienti da diverse regioni italiane e iniziative dedicate alla valorizzazione della cultura contadina, oltre al prestigioso Festival dell'Organetto con selezioni, semifinali, finali e premiazioni. Accanto alla musica saranno protagonisti i prodotti tipici del territorio, con degustazioni, stand gastronomici e momenti dedicati alle eccellenze dell'enogastronomia locale. 

Arsita chiude il viaggio con Valfino al Canto: A concludere il cartellone Arsita, dal 9 all'11 agosto, con la 32esima edizione di “Valfino al Canto”, storica manifestazione dedicata alle musiche tradizionali e al canto popolare. Saranno tre giornate caratterizzate da concerti, spettacoli itineranti, incontri tra musicisti, laboratori e momenti di partecipazione collettiva che celebrano il patrimonio musicale della valle del Fino e dell'intero Appennino. All'interno della kermesse spazio alle tradizioni enogastronomiche locali con la Sagra del Coatto, occasione per riscoprire una delle più caratteristiche espressioni della gastronomia pastorale abruzzese e il profondo legame tra cultura del cibo, territorio e vita di comunità. 

Un'unica narrazione per l'Appennino teramano: La Notte del Saltarello 2026 non è soltanto un calendario di eventi, ma un progetto integrato di promozione territoriale. Ogni manifestazione sarà raccontata insieme ai paesaggi, ai borghi, ai percorsi naturalistici, alle strutture ricettive, ai prodotti tipici e alle esperienze che il visitatore potrà vivere prima e dopo gli spettacoli.Per accompagnare questo percorso sarà realizzato un sistema di comunicazione coordinato con un calendario unico, una mappa dei comuni coinvolti, materiali promozionali cartacei e digitali, campagne social, QR Code con informazioni turistiche e contenuti multimediali. Il progetto vivrà anche online attraverso l'Ecosistema Web Appennino Teramano, dove saranno raccolti programmi, immagini, itinerari, informazioni turistiche, fotografie e video. Il materiale prodotto non sarà limitato all'edizione 2026, ma diventerà un archivio permanente dedicato all'Appennino teramano, contribuendo a costruire nel tempo una rete di contenuti e di promozione condivisa.La Notte del Saltarello vuole così affermarsi come un nuovo modello di valorizzazione culturale e turistica: un Festival diffuso che mette in rete eventi storici già consolidati, rafforza la collaborazione tra i territori e racconta un Appennino vivo, autentico e capace di innovare senza perdere il legame con le proprie radici.Perché il Saltarello non è soltanto una danza della tradizione: è il linguaggio comune con cui l'Appennino teramano continua a raccontare sé stesso, coniugando comunità, cultura, ospitalità e futuro.
La Notte del Saltarello cambia volto e si trasforma in un progetto culturale di respiro territoriale. L'edizione 2026 si propone come un grande evento diffuso che unisce alcune delle più importanti e longeve manifestazioni dell'Appennino teramano in un unico calendario, capace di raccontare l'identità, la cultura e le tradizioni delle comunità locali: il “48° Incontro del Folklore Internazionale” di Penna Sant'Andrea, la 57esima edizione del “Festival dell'Organetto Ddù Botte” di Basciano e la 32esima edizione di “Valfino al Canto” di Arsita.Il cartellone è stato illustrato questa mattina presso la Sala Consiliare della Provincia di Teramo in conferenza stampa alla presenza dei Sindaci di Arsita, Catiuscia Cacciatore, Basciano, Alessandro Frattaroli, e Penna Sant'Andrea, Nicola Salini, del presidente del Gal Gran Sasso Laga Carlo Matone e del presidente del Consorzio Bim Teramo Marco Di Nicola.
 
“L'obiettivo - spiega il presidente del Gal, Matone - è consolidare e ampliare una rete tra paesi che condividono una storia fatta di musica popolare, teatro, danza, enogastronomia e partecipazione, offrendo a cittadini e visitatori un'esperienza che va oltre il singolo spettacolo e diventa un vero viaggio alla scoperta dell'Appennino teramano”. 

“Come Consorzio sosteniamo con convinzione questo cartellone integrato di eventi – sottolinea il presidente del Consorzio Bim, Di Nicola -. Dal 31 luglio all'11 agosto, tre comuni e altrettanto longeve manifestazioni, espressione delle tradizioni popolari dei territori, daranno vita a un percorso unitario, che valorizza il patrimonio culturale immateriale del territorio e lo trasforma in una proposta turistica integrata”. 

“Penna Sant'Andrea con la 48esima edizione dell'Incontro Internazionale di Folklore – afferma il sindaco Nicola Salini – sarà la prima tappa di questo cartellone diffuso. Quest'anno la manifestazione si arricchisce della partecipazione di gruppi dalla Spagna, Grecia e Macedonia del Nord: abbiamo scommesso sulla Notte del Salterello, che riteniamo un valido ed efficace format per promuovere al meglio i territori e valorizzare le nostre identità”. 

“A caratterizzare il Festival etnomusicologico Val Fino al Canto – spiega la sindaca di Arsita Catiuscia Cacciatore – anche quest'anno sarà la presenza di tantissimi gruppi provenienti da moltissime località italiane e del mondo in grado di proporre e far mescolare musiche tradizionali straordinarie: una festa musicale unica che sceglie di essere senza palchi e senza amplificazioni per dare spazio a chi ha voglia di esprimersi e di divertirsi, secondo l'antica usanza di Arsita”. 

“Siamo felici di partecipare per la prima volta al cartellone della Notte del Saltarello – dichiara il sindaco di Basciano Alessandro Frattaroli – con il nostro Festival del Ddu' botte giunto alla 57esima edizione. Crediamo fortemente in questa azione di rete e sinergia istituzionale e ringraziamo il Gal Gran Sasso Laga, il Consorzio Bim e la Provincia di Teramo per il supporto”.

 Penna Sant'Andrea, la tradizione che dialoga con il mondo: Dal 31 luglio al 2 agosto prima tappa a Penna Sant'Andrea, dove si svolgerà il 48° Incontro Internazionale di Folklore. Cuore dell'evento sarà il celebre Laccio d'Amore, una delle più antiche e suggestive danze popolari italiane, riconosciuta come simbolo identitario dell'intero territorio. Accanto al gruppo storico locale si esibiranno compagnie folkloristiche provenienti dall'Italia e dall'estero, dando vita a un incontro tra culture diverse unite dal linguaggio universale della musica e della danza popolare. L'Incontro quest'anno sarà affiancato da una novità, la 1ª Sagra della Frittella Pennese. Per tre giorni il borgo sarà animato da spettacoli di musica e danza popolare, con l'esibizione di gruppi folkloristici italiani e internazionali, una grande sfilata per le vie del paese, momenti di convivialità e stand enogastronomici aperti ogni sera con le specialità del territorio. Un appuntamento che celebra l'incontro tra culture, tradizioni e sapori, trasformando Penna Sant'Andrea in un vivace palcoscenico di festa e condivisione. 

Basciano tra teatro dialettale e musica popolare. Dopo la Rassegna "Dialetto che passione", dedicata al teatro dialettale abruzzese, che si è appena conclusa, dal 5 al 7 agosto, spazio alla 57ª edizione del Festival del ddu' botte e della tradizione musicale, appuntamento storico inserito nella rinomata Sagra del Prosciutto Abruzzese, anch'essa alla 57esimaedizione. Il programma prevede concerti dedicati agli strumenti della tradizione popolare, esibizioni di gruppi folkloristici, concerti dal vivo, momenti di incontro tra musicisti provenienti da diverse regioni italiane e iniziative dedicate alla valorizzazione della cultura contadina, oltre al prestigioso Festival dell'Organetto con selezioni, semifinali, finali e premiazioni. Accanto alla musica saranno protagonisti i prodotti tipici del territorio, con degustazioni, stand gastronomici e momenti dedicati alle eccellenze dell'enogastronomia locale. 

Arsita chiude il viaggio con Valfino al Canto: A concludere il cartellone Arsita, dal 9 all'11 agosto, con la 32esima edizione di “Valfino al Canto”, storica manifestazione dedicata alle musiche tradizionali e al canto popolare. Saranno tre giornate caratterizzate da concerti, spettacoli itineranti, incontri tra musicisti, laboratori e momenti di partecipazione collettiva che celebrano il patrimonio musicale della valle del Fino e dell'intero Appennino. All'interno della kermesse spazio alle tradizioni enogastronomiche locali con la Sagra del Coatto, occasione per riscoprire una delle più caratteristiche espressioni della gastronomia pastorale abruzzese e il profondo legame tra cultura del cibo, territorio e vita di comunità. 

Un'unica narrazione per l'Appennino teramano: La Notte del Saltarello 2026 non è soltanto un calendario di eventi, ma un progetto integrato di promozione territoriale. Ogni manifestazione sarà raccontata insieme ai paesaggi, ai borghi, ai percorsi naturalistici, alle strutture ricettive, ai prodotti tipici e alle esperienze che il visitatore potrà vivere prima e dopo gli spettacoli.Per accompagnare questo percorso sarà realizzato un sistema di comunicazione coordinato con un calendario unico, una mappa dei comuni coinvolti, materiali promozionali cartacei e digitali, campagne social, QR Code con informazioni turistiche e contenuti multimediali. Il progetto vivrà anche online attraverso l'Ecosistema Web Appennino Teramano, dove saranno raccolti programmi, immagini, itinerari, informazioni turistiche, fotografie e video. Il materiale prodotto non sarà limitato all'edizione 2026, ma diventerà un archivio permanente dedicato all'Appennino teramano, contribuendo a costruire nel tempo una rete di contenuti e di promozione condivisa.La Notte del Saltarello vuole così affermarsi come un nuovo modello di valorizzazione culturale e turistica: un Festival diffuso che mette in rete eventi storici già consolidati, rafforza la collaborazione tra i territori e racconta un Appennino vivo, autentico e capace di innovare senza perdere il legame con le proprie radici.Perché il Saltarello non è soltanto una danza della tradizione: è il linguaggio comune con cui l'Appennino teramano continua a raccontare sé stesso, coniugando comunità, cultura, ospitalità e futuro.
LA MOSTRA "RADICI - LIGABUE / SCIPIONE / ZAVATTINI" FINO AL 20 SETTEMBRE CON INGRESSO GRATUITO
Prestigioso evento con doppio percorso espositivo al Santuario di San Gabriele ad Isola del Gran Sasso e a Palazzo Marchesale di Tossicia, inserito nel percorso di candidatura del Gran Sasso d'Italia a Patrimonio UNESCO.
"RADICI - LIGABUE / SCIPIONE / ZAVATTINI"

Tre grandi protagonisti dell'arte italiana. Tre storie diverse. Un unico filo conduttore: le RADICI dell'uomo, della terra e della creatività. E' stata inaugurata l'11 luglio la mostra "RADICI – Ligabue • Scipione • Zavattini", prestigioso evento inserito nel percorso di candidatura del Gran Sasso d'Italia a Patrimonio UNESCO:

La mostra mette in dialogo Antonio Ligabue, Annunziata Scipione e Cesare Zavattini, tre artisti accomunati da una libertà espressiva fuori dagli schemi, capace di trasformare pittura e scultura in un racconto autentico di identità, territorio e sogno. Un'arte che nasce dall'urgenza interiore e diventa una vera forma di resistenza culturale, recuperando il valore della terra, della memoria e della vita.  Dalla forza istintiva e visionaria di Ligabue, ai paesaggi, ai riti e alla civiltà contadina celebrati da Annunziata Scipione, fino allo sguardo poetico di Cesare Zavattini, che riconobbe il genio di Ligabue e sostenne un'idea di arte accessibile a tutti, il percorso espositivo, diviso tra il Museo Stauròs del Santuario di San Gabriele e il Museo delle Genti del Gran Sasso a Palazzo Marchesale di Tossicia, invita il visitatore a riscoprire la bellezza dello straordinario nascosto nella quotidianità. 

 Curata da Silvia Pegoraro e Marzio Dall'Acqua, "RADICI - LIGABUE / SCIPIONE / ZAVATTINI"  è molto più di una mostra: è un viaggio tra arte, paesaggio, spiritualità e memoria, alla scoperta di ciò che ci lega alle nostre origini e del valore universale di uno sguardo autentico.

Un doppio percorso espositivo, che si snoda nei locali del Museo Stauròs presso il Santuario di San Gabriele di Isola del Gran Sasso d'Italia e le sale del Museo delle Genti del Gran Sasso a Palazzo Marchesale di Tossicia.

Uno straordinario viaggio tra arte, paesaggio e memoria, visitabile fino al prossimo 20 settembre con i seguenti orari: nei giorni di giovedì e venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 [INGRESSO LIBERO].

"RADICI - LIGABUE / SCIPIONE / ZAVATTINI"

Tre grandi protagonisti dell'arte italiana. Tre storie diverse. Un unico filo conduttore: le RADICI dell'uomo, della terra e della creatività. E' stata inaugurata l'11 luglio la mostra "RADICI – Ligabue • Scipione • Zavattini", prestigioso evento inserito nel percorso di candidatura del Gran Sasso d'Italia a Patrimonio UNESCO:

La mostra mette in dialogo Antonio Ligabue, Annunziata Scipione e Cesare Zavattini, tre artisti accomunati da una libertà espressiva fuori dagli schemi, capace di trasformare pittura e scultura in un racconto autentico di identità, territorio e sogno. Un'arte che nasce dall'urgenza interiore e diventa una vera forma di resistenza culturale, recuperando il valore della terra, della memoria e della vita.  Dalla forza istintiva e visionaria di Ligabue, ai paesaggi, ai riti e alla civiltà contadina celebrati da Annunziata Scipione, fino allo sguardo poetico di Cesare Zavattini, che riconobbe il genio di Ligabue e sostenne un'idea di arte accessibile a tutti, il percorso espositivo, diviso tra il Museo Stauròs del Santuario di San Gabriele e il Museo delle Genti del Gran Sasso a Palazzo Marchesale di Tossicia, invita il visitatore a riscoprire la bellezza dello straordinario nascosto nella quotidianità. 

 Curata da Silvia Pegoraro e Marzio Dall'Acqua, "RADICI - LIGABUE / SCIPIONE / ZAVATTINI"  è molto più di una mostra: è un viaggio tra arte, paesaggio, spiritualità e memoria, alla scoperta di ciò che ci lega alle nostre origini e del valore universale di uno sguardo autentico.

Un doppio percorso espositivo, che si snoda nei locali del Museo Stauròs presso il Santuario di San Gabriele di Isola del Gran Sasso d'Italia e le sale del Museo delle Genti del Gran Sasso a Palazzo Marchesale di Tossicia.

Uno straordinario viaggio tra arte, paesaggio e memoria, visitabile fino al prossimo 20 settembre con i seguenti orari: nei giorni di giovedì e venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 [INGRESSO LIBERO].

LA FORTEZZA RESTAURATA, UN PERCORSO CULTURALE TRA STORIA E ARTE
La maestosa Fortezza di Civitella del Tronto riapre alla comunità e ai visitatori con una serata speciale dedicata alla presentazione del grande intervento di restauro.
Mercoledì 29 luglio, alle ore 19.30, la maestosa Fortezza di Civitella del Tronto riapre alla comunità e ai visitatori con una serata speciale dedicata alla presentazione del grande intervento di restauro.Un'occasione unica per visitare gratuitamente uno dei monumenti più straordinari d'Italia: la più grande Fortezza del Regno di Napoli e una delle più imponenti opere di ingegneria militare d'Europa, con i suoi oltre 25.000 metri quadrati di estensione. Un viaggio emozionante tra bastioni, camminamenti e panorami mozzafiato, per riscoprire un patrimonio che racconta secoli di storia e rappresenta uno dei simboli più prestigiosi del nostro territorio.Una serata aperta a tutti per celebrare la rinascita di un luogo unico, restituito alla sua bellezza e pronto ad accogliere cittadini e visitatori. Evento ad ingresso libero

Il programma dettagliato sarà reso noto nella conferenza stampa di presentazione che si terrà venerdì 24 luglio alle ore 11.00 presso la sede del Consiglio regionale dell'Abruzzo a Pescara, alla presenza del Sottosegretario della Giunta regionale con delega al Turismo Daniele D'Amario, del sindaco di Civitella del Tronto Cristina Di Pietro e del presidente del Gal Gran Sasso Laga Carlo Matone. 
Mercoledì 29 luglio, alle ore 19.30, la maestosa Fortezza di Civitella del Tronto riapre alla comunità e ai visitatori con una serata speciale dedicata alla presentazione del grande intervento di restauro.Un'occasione unica per visitare gratuitamente uno dei monumenti più straordinari d'Italia: la più grande Fortezza del Regno di Napoli e una delle più imponenti opere di ingegneria militare d'Europa, con i suoi oltre 25.000 metri quadrati di estensione. Un viaggio emozionante tra bastioni, camminamenti e panorami mozzafiato, per riscoprire un patrimonio che racconta secoli di storia e rappresenta uno dei simboli più prestigiosi del nostro territorio.Una serata aperta a tutti per celebrare la rinascita di un luogo unico, restituito alla sua bellezza e pronto ad accogliere cittadini e visitatori. Evento ad ingresso libero

Il programma dettagliato sarà reso noto nella conferenza stampa di presentazione che si terrà venerdì 24 luglio alle ore 11.00 presso la sede del Consiglio regionale dell'Abruzzo a Pescara, alla presenza del Sottosegretario della Giunta regionale con delega al Turismo Daniele D'Amario, del sindaco di Civitella del Tronto Cristina Di Pietro e del presidente del Gal Gran Sasso Laga Carlo Matone. 
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